19 domande a Elisa Longo Borghini

19 domande a Elisa Longo Borghini

Un'atleta, uomo o donna, una trentina di domande secche a cui rispondere in poche parole, una selezione di una ventina di risposte.
Questo è "The Rouleur Interview", in apertura di tutti i numeri di Rouleur magazine.


Quando eri una bambina, cosa volevi fare da grande?

Volevo diventare una veterinaria. Amo tutti gli animali, avrei voluto prendermi cura di loro. Gli animali non possono parlarti, non possono dire dove sono hanno male, quindi devi capirli.

 

Qual è il tuo talento nascosto?

Non so se sia davvero un talento, ma imparo facilmente le lingue: inglese, un po' di francese, spagnolo, ho studiato tedesco a scuola e capisco l'olandese - e poi parlo il mio dialetto.

 

Perché vai in bicicletta?

Perché non c’è nient'altro che mi regala lo stesso senso di libertà.

 

Se potessi cambiare una cosa nel mondo, quale sarebbe?

Proverei a dare più dote dell’empatia alle persone. Perché in questo momento viviamo troppo all'interno di schemi, siamo come prigionieri dentro i nostri schemi sociali. Empatia e sentimenti sono merce rara, in questo periodo.

 

Che tipo di corridore sei?

Sono una specie di tuttofare, abbastanza brava in discesa, abbastanza brava in salita. Sono ok quando è pianeggiante e molto lenta negli sprint. 

Se avessi un superpotere, quale sarebbe?

Teletrasporto. Per un ciclista che viaggia sempre, sarebbe davvero utile. Se potessi raggiungerei il luogo dove devo gareggiare il più velocemente possibile, sarebbe meglio che prendere un volo e aspettare per ore in aeroporto.

 

Hai mai avuto problemi con la polizia?

Personalmente? No, anche perché in realtà sono un agente di polizia, faccio parte delle Fiamme Oro. [ride].

 

Preferisci la montagna o il mare?

Mi piacciono le grandi montagne. Mi piace fare escursioni e correre in montagna. Adoro il silenzio delle montagne e il fatto di poter stare da sola nei boschi, è come essere persa - ma non sei persa, sei da sola. Non so come spiegarlo bene: stare nella natura è una cosa che amo.

 

Hai mai chiesto l'autografo a qualcuno?

Solo una volta: Cadel Evans. Ero molto giovane al Trofeo Nobili, una piccola gara disputata a Borgomanero. Non ricordo davvero se poi me l’ha fatto, ma sicuramente glielo ho chiesto.

 

Cadel Evans è la persona più famosa che tu abbia mai incontrato?

No, ho incontrato Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Italiana-

 

Chi ti piacerebbe di più incontrare?

Mi sarebbe piaciuto incontrare Ruth Bader Ginsburg. Era un membro della Corte Suprema degli Stati Uniti, si batteva per i diritti delle donne, una superdonna. Sfortunatamente non potrà mai succedere perché è scomparsa a settembre dello scorso anno.

 

Quante bici possiedi attualmente?

Se non conto le bici che la squadra mi da in uso, tre: strada, mountain bike e una city-bike.

 

Forse è una domanda stupida vista la sponsorizzazione di Segafredo, ma tè o caffè?

Caffè! Mi piace l'espresso senza zucchero.

 

Qual è il regalo più prezioso che hai mai ricevuto da qualcuno?

Onestamente, mi piace di più farli i regali, che riceverli. Comunque finora è stata una collana dei cinque cerchi olimpici da parte di mia madre. Tokyo 2021 è uno dei miei obiettivi principali, mi piacerebbe davvero essere selezionata per i Giochi Olimpici. Non sono il tipo di persona che dice che ci va per vincere una medaglia, cercherò di essere nella mia forma migliore, di esserci tanto per cominciare, di essere competitiva e di giocarmi le mie carte. È una gara ciclistica unica. Puoi solo prepararti bene ed essere pronta per la corsa, poi può accadere di tutto.

 

Qual è l'ultima cosa che hai comprato?

Un vestito per la bambina di una mia amica, un paio di ore fa. Andrò a trovarla e voglio farle un regalo.

 

Chi è l'ultima persona che hai chiamato al telefono?

Mio papà.

 

Qual è la lezione di vita più importante che hai imparato?

È una lezione che i miei genitori mi hanno ripetuto tante volte: ricorda chi sei e non dimenticarti mai da dove vieni. Sii il meglio che puoi essere, ma sii sempre umile. Punta in alto, ma rimani con i piedi per terra.

 

Raccontaci una cosa interessante che i nostri lettori non sanno di te.

So come mungere una mucca, lo facevo quando ero bambina. È una cosa abbastanza interessante? Non è così facile riuscirci, alla fine le braccia si stancano davvero. C'è una tecnica per farlo ma se non provi, è impossibile da spiegare.

 

La felicità è ...

Condividere i momenti più semplici, quelli che tanti chiamano inutili, con le persone che ami.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 2 di Rouleur Italia, che puoi acquistare cliccando qui

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